Il profumo come accessorio: l'identità olfattiva nella moda contemporanea
Nella moda contemporanea, il profumo ha smesso di essere un semplice complemento estetico per diventare un vero e proprio atto di posizionamento identitario. Le case di moda lo sanno bene: sempre più maison — da quelle ultralusso ai brand di fascia media — investono risorse ingenti nello sviluppo di fragranze che non si limitino a odorare gradevole, ma che raccontino una visione del mondo, un'estetica, quasi una filosofia di vita.

Questa evoluzione non è casuale. La sociologa Annick Le Guérer ha osservato che l'olfatto è il senso più direttamente connesso alla memoria emotiva, e il mercato della profumeria di nicchia ha saputo sfruttare questa verità con rara raffinatezza. Al contrario dei profumi commerciali — costruiti su piramidi olfattive standardizzate per piacere al maggior numero possibile di persone — le fragranze di nicchia puntano sull'imperfezione deliberata, sulla stranezza, persino sulla polarizzazione. Un profumo che divide, in questo contesto, è spesso considerato più autentico di uno che conquista tutti.
Si parla sempre più spesso di «guardaroba olfattivo»: l'idea, mutuata direttamente dal lessico della moda, che una persona debba possedere diverse fragranze da abbinare a contesti, stati d'animo e stagioni, esattamente come si sceglie un capo d'abbigliamento. La mattina un agrumato fresco per il lavoro, la sera un orientale profondo per una cena importante. Questa logica ha trasformato il consumatore da semplice acquirente a curatore di sé stesso, alimentando un mercato in crescita esponenziale che mostra poche intenzioni di rallentare.

Eppure dietro questa sofisticazione si cela una tensione irrisolta. La promessa implicita della profumeria di lusso è sempre stata quella dell'unicità: indossare un profumo raro significa distinguersi dalla massa. Ma nell'era dei social media, dove le fragranze di tendenza vengono recensite, smontate nota per nota e rese virali su TikTok o YouTube, l'esclusività diventa paradossalmente il prodotto più democratizzato. Una bottiglia da quattrocento euro, celebrata in migliaia di video, perde inevitabilmente quella patina di mistero che ne giustificava il prezzo.
